Stone Inside #1: Intervista a Sara Lucci

Sara Lucci, architetto, nata nel 1973 a Terni, vive e lavora principalmente a Roma dove si occupa di progettazione di interni e ristrutturazioni.

Firma articoli di architettura e design sulle principali riviste italiane e estere. Attualmente impegnata in diversi lavori di ristrutturazione e progettazione di interni di Alberghi e appartamenti di lusso.

Ha disegnato per It’s Stone Design una collezione di oggetti e arredi in pietra che stanno avendo molto successo a livello internazionale.

  • Raccontaci la tua storia, il tuo background accademico-professionale, chi sono i tuoi maestri ecc.

    Da quando ero piccola amavo disegnare case e arredi. E’ così che dopo gli studi ho deciso di iscrivermi a Roma all’Università e laurearmi in Architettura. Durante quegli anni ho iniziato a collaborare per la rivista AD selezionando e commentando gli appartamenti che mi sembravano più interessanti e particolari. Ettore Mocchetti il direttore è stato per me un maestro ed è tutt’ora un grande amico. Accompagnandolo in sopralluoghi ho conosciuto molti nomi importanti del design, arte e moda italiani. Anna Fendi, Marika Carniti Bollea, Stefano Dorata e tanti altri. Persone veramente speciali con cui continuo a relazionarmi e collaborare.

  • Quali sono le esigenze a cui deve rispondere l’architettura oggi?

    Bisogna tornare all’artigianalità e al bello. Inutile confrontarsi sulle produzioni industriali. Il nostro estro e fantasia devono essere abbinati all’esperienza sartoriale degli artigiani che, in ogni campo, hanno reso l’italia famosa nel mondo.

  • Quali sono i principi guida che la ispirano nella fase di progettazione?

    Amo creare ambienti “su misura” che rispecchiano le esigenze e i gusti di chi li abiterà. Parlando con il committente cerco di interpretare i sogni convertendoli in progetto.

  • Come seleziona i suoi partner ? Ingegneri, tecnici, fornitori? Cosa devono garantire?

    Un mio collaboratore deve senz’altro seguire i miei ritmi lavorativi che prevedono poche pause e deve saper interagire in diversi settori perché oltre alla progettazione mi occupo di design e ho una associazione culturale WIP che organizza eventi intorno al mondo dell’architettura e arte. Mi deve senz’altro garantire affidabilità e correttezza. Due valori per me fondamentali.

  • Qual è la ragione che la spinge a usare il materiale lapideo (marmo, graniti, arenarie, ecc.)?

    Sono cresciuta in Umbria in campagna e la pietra mi affascina da sempre. Ho scelto di usare pietre naturali locali poco note per realizzare gli oggetti che ho disegnato per It’s Stone e ne sono orgogliosissima. La pietra e i marmi fanno parte della nostra storia e i macchinari di oggi ci permettono di lavorarla come desideriamo. Le finiture artigianali poi la rendono unica.

  • Secondo lei oggi qual è il ruolo dell’architetto nella società?

    L’architetto ha un ruolo sociale. Creare spazi piacevoli significa far vivere alle persone dei momenti di serenità e benessere. Gli esperimenti degli anni 70 dove vennero creati alloggi seriali periferici sono stati secondo me devastanti perché hanno creato una frattura immensa tra centro storico e periferia e problematiche sociali ancora non del tutto risolte. Secondo me il bello fa bene all’anima.

  • Il benessere all’interno delle mura domestiche quanto è figlio dell’interior design?

    La funzionalità di un luogo si deve abbinare ad un aspetto caldo e accogliente ben progettato. Questo è fondamentale per vivere bene all’interno di uno spazio.

  • Ci parli dei lavori all’estero che l’hanno soddisfatta di più.

    Quando sono fuori dall’Italia capisco quanto siamo fortunati ad essere nati in questo paese. Le nostre maestranze hanno una marcia in più qualcosa di unico: creatività, ingegno e sanno risolvere qualsiasi problema. All’estero non ho trovato questa sapienza. Dubai e Parigi sono state due esperienze importanti. Dubai perché ti relazioni con dimensioni importanti e altre concezioni. La cucina è un semplice luogo di servizio mentre da noi è cuore della casa e molti ambienti sono “destinati” solo ad un pubblico femminile …. Parigi mi piace perché mi sento a casa. Amo i colori nordici che si usano per dipingere pareti, corrimano porte e quant’altro e mi piace la fantasia con cui si personalizzano gli spazi. In Italia oggi molto spesso gli appartamenti si somigliano. A Parigi mai.

  • Quanto è importante per lei la ricerca di soluzioni ecosostenibili? L’utilizzo della pietra naturale può aiutare in questo?

    L’ecosostenibilità dovrebbe essere una priorità nella progettazione e nel restauro. Manca a mio avviso una adeguata formazione e informazione. Ci sono materiali naturali meravigliosi che sono tutt’ora poco utilizzati ad esempio il sughero e altre essenze. So ad esempio che alcuni pannelli fono assorbenti potrebbero essere realizzati con gli scarti delle piante del girasole .. ma ancora si può fare molto sia nella ricerca che nella produzione.

  • Un materiale antico come la pietra può diventare sinonimo di innovazione?

    Ne sono certa. Pietra, vetro, legno fanno parte della tradizione ma anche dell’innovazione.

  • Cosa consiglierebbe ad un neolaureato o ad un giovanissimo collega?

    Di fare esperienza in un laboratorio artigianale per conoscere.

  • E’ importante per lei l’uso del web per il proprio personal branding?

    Sì, oggi è fondamentale. Giornalmente ho richieste di preventivi, consigli e molti contatti che provengono dal web.

    Con questa intervista comincia l’avventura di Stone Inside, la nuova rubrica del nostro blog in cui andremo a conversare con tutti i protagonisti del “Mondo Pietra” in Italia.

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