Stone Inside #3: Intervista ad Anna Fendi

Anna Fendi, una vita a dettar legge nella moda e nell’interior design, in tutto il mondo.

Una vita dedicata alla ricerca continua del lusso e dell’eleganza.

Fendi un brand internazionale con le “due F” ormai un simbolo universale di eclettismo e raffinatezza che rivoluzionarono sia il pret à porter che l’alta moda.

Lo stile di Anna Fendi è indissolubilmente legato alla città di Roma, la sua città di origine, fonte primaria di ispirazione, alla quale ha dato e continua a dare tutto il suo impegno quotidiano.

Un legame indissolubile e ben visibile in Villa Laetitia, una residenza di charme su Lungotevere delle Armi, a due passi da Piazza del Popolo.

1.    Quanto è importante Roma in tutta la produzione culturale e di senso di Anna Fendi?

Roma è l’origine di tutto anche se è molto difficile essere innovativi in una città che è tutto. Mi è sempre piaciuto perdermi tra le sue strade, scoprire nuovi angoli, farmi rapire dalla bellezze delle sue piazze, dei suoi palazzi, dalla sua luce che rende tutto magico. Roma mi ha ispirata sempre anche nella semplicità di certi quartieri popolari o nelle botteghe di rione.

Ho sempre creduto che Fendi fosse Roma e per questo non ho mai voluto spostare la showroom e ho sempre chiesto ai Clienti di venire a Roma.

2.    Questo amore per Roma si è riflesso nell’impegno per Villa Laetitia. Quante soddisfazioni sta ricevendo da questa sua creazione?

Ogni giorno arrivano molteplici soddisfazioni: dagli Ospiti che incontro a colazione e che mi raccontano cosa hanno fatto il giorno prima; dai riconoscimenti che il nostro chef stellato Danilo Ciavattini colleziona per i suoi piatti ricercati e molto gustosi; dagli eventi che ospitiamo e che mi permettono di seguire da la mis en place alle decorazioni floreali. Villa Laetitia è un piccolo regno che apre le sue bellezze agli Ospiti e mi rende molto orgogliosa.

3.    In quale modo le diverse anime di Anna Fendi convivono e si mescolano a Villa Laetitia?

Non mi sono mai preoccupata dei tempi. Ho voluto un restauro conservativo che riportasse la Villa al suo antico splendore e fascino. Ogni dettaglio, ogni materiale è studiato a fondo e credo di poter dire, senza alcuna presunzione, che Villa Laetitia è uno spazio unico al mondo per fascino e personalità. Villa Laetitia ha dato molto ad Anna Fendi e io ho cercato di darle tutta me stessa.

4.    Quali sono stati gli elementi architettonici, i materiali e le soluzioni di interior design che ne hanno caratterizzato il restauro? La pietra naturale che ruolo ha avuto?

L’intervento di restauro ha seguito una regola fondamentale: conservare tutto ciò che fosse possibile nel rispetto della sua storia e di integrare, laddove il tempo avesse lasciato delle lacune, con materiali compatibili con l’immagine del luogo e riconoscibili quali interventi contemporanei. Mi sono molto concentrata su un lavoro di rielaborazione dei classici pavimenti in graniglia dando loro una forte identità e un carattere riconoscibile. Ho cercato di dare coerenza anche nella scelta degli arredi e delle rifiniture cercando di non farmi influenzare troppo dalle mode. Volevo un luogo senza tempo!

5.    Cosa ha significato per lei dedicare un’intera vita all’Alta Moda, all’’innovazione nell’interior design e alla continua ricerca e risemantizzazione del lusso?

Per me il lavoro è stato un’ancora di salvezza nei momenti difficili della mia vita. Mi definisco una fanatica del lavoro. Il cantiere è diventato il mio laboratorio creativo ed è uno spazio nel quale mi sento me stessa e riesco ad esprimere appieno la mia creatività e voglia di fare.

6.    Quando seleziona i partner per le sue creazioni, come fa a scovare le persone più adatte, come fa a scovare la comune tensione verso la ricerca dell’eccellenza?

Ho sempre avuto un buon naso per scovare i talenti; non a caso Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, i creativi di Valentino, sono stati due miei preziosi collaboratori e oggi grandi amici. Mi piace scegliere collaboratori giovani e con un profilo internazionale perchè mi danno input continui, come cerco artigiani che amino l’innovazione e non si tirino indietro quando propongo esperimenti sulla carta impossibili.

7.     Cosa consiglierebbe ai neolaureati o ai giovanissimi che volessero investire tutto il loro talento nella ricerca del bello?

Fatelo e non smettete mai di crederci. Ho iniziato a lavorare giovanissima nel negozio di famiglia. Il lavoro che facevo non mi piaceva affatto. Per sfuggire alla noia e all’insoddisfazione mi sono creata un diversivo, le mie sorelle mi hanno seguito e Fendi è diventato quello che tutti conoscono. Passione ed entusiasmo sono gli ingredienti del successo. In questo momento non facile a livello mondiale in cui sembra che i giovani non abbiano grandi opportunità mi sento di consigliare a tutti di essere intraprendenti e di non fermarsi davanti ai rifiuti e alle prime difficoltà. Consiglio: tanta umiltà e collaborazione.

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